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Rib Flare e il cue « abbassa le coste» ; perché non rispetta una corretta meccanica articolare

Il rib flare non è un problema di coste “troppo alte” né qualcosa che si risolve spingendo tutto verso il basso.



Il cue verbale “abbassa le coste” fallisce perché agisce solo in verticale, ignorando completamente la meccanica tridimensionale della gabbia toracica.

Le coste non sono pensate per muoversi come un blocco rigido che sale e scende, ma per cambiare forma nello spazio, modificando larghezza, profondità e orientamento in relazione al bacino e alla colonna.






Nel rib flare ciò che accade realmente non è una semplice “elevazione” delle coste, ma una spinta in avanti delle coste inferiori associata a una riduzione della profondità antero-posteriore del torace. In questo contesto lo sterno non è “troppo alto”, ma perde distanza posteriore, cioè la capacità di mantenere uno spazio elastico e funzionale rispetto alla colonna vertebrale. Il torace diventa più piatto davanti e più proiettato in avanti nella sua porzione inferiore.


Il cue verbale “abbassa le coste” agisce prevalentemente attraverso un’attivazione globale del retto dell’addome, che tende a tirare l’intero torace verso il basso come un blocco unico.


Questa azione non solo non corregge la forma del rib cage, ma aumenta la compressione anteriore e riducendo ulteriormente la profondità interna. Inoltre, il retto dell’addome non è il muscolo che vogliamo prioritariamente utilizzare per una riorganizzazione fine della gabbia toracica, perché lavora in modo lineare e poco selettivo, schiacciando piuttosto che modellando.



Quando si forza l’abbassamento delle coste si ottiene quindi una compressione attiva verso il basso che riduce lo spazio interno del torace, limita la mobilità sternale e rinforza la forma disfunzionale invece di modificarla.


Visivamente il rib flare può sembrare ridotto, ma strutturalmente non cambia nulla. Appena viene rilasciata la tensione addominale, la gabbia toracica ritorna esattamente alla configurazione iniziale, perché la sua organizzazione tridimensionale non è mai stata realmente affrontata.


La vera differenza sta tra muovere le coste “in basso” e riportarle “insieme”, mantenendo profondità, relazione antero-posteriore e capacità di espansione. Senza questa distinzione, qualsiasi cue rischia di produrre solo rigidità e compensi, non una reale riorganizzazione meccanica del torace.




La soluzione segue una logica di reverse engineering: si parte dal riposizionamento posteriore della gabbia toracica, riducendo la spinta in avanti delle coste inferiori. Solo dopo questo passaggio diventa possibile osservare una reale chiusura dell’angolo infrasternale, che non avviene per schiacciamento, ma per una riorganizzazione della forma del torace. Quando l’angolo si chiude correttamente, le coste inferiori si avvicinano tra loro senza perdere spazio antero-posteriore, lo sterno recupera mobilità e il respiro torna tridimensionale.

Correggere il rib flare non significa “tenere giù” qualcosa, ma restituire alla gabbia toracica la capacità di muoversi e adattarsi. Qualsiasi cue che non rispetti questa meccanica articolare di base rischia solo di creare più rigidità, non più funzione.




Ti mostriamo un esercizio che presentiamo nei nostri corsi per riorganizzare il bacino e la gabbia toracica nei soggetti con ISA ampio e strategia estensoria dominante.


Il supine hamstring bridge su roller riduce la spinta anteriore delle coste inferiori e la tendenza al rib flare, non “abbassando” le coste, ma ripristinando profondità antero-posteriore e appoggio diaframmatico.


Il roller sotto i talloni favorisce un richiamo attivo tramite gli ischiocrurali prossimali, limitando l’estensione lombare compensatoria.


L’espirazione guidata (più lunga dell’inspirazione) integra obliquo interno, trasverso e pavimento pelvico, ricostruendo una ZOA funzionale.


Il risultato è un posterior pelvic tilt controllato, con miglior gestione delle pressioni e un bacino più centrato.


Questo crea le basi per tollerare flessione, rotazione e carico senza rigidità né compensi.


 
 
 

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